Testimionianze

CONOSCIAMO L'AFASICO


 

· II racconto della malattia

· l'annientamento improvviso

· la difficoltà di comunicare

· la volontà di vivere il piacere

· di ritrovarsi e stare insieme

 

Afasia, parliamone. Con i protagonisti. Ripercorrendo il momento del divenire afasici, Ie sensazioni, gli stati d'animo e Ie difficoltà nell'affrontare la vita, il rapporto con i familiari e gli amici, il mondo. Questo 10 spirito dell'incontro organizzato venerdì 6 dicembre 2002 dall'associazione afasici della regione Friuli Venezia Giulia (Aita Fvg). "Raccontarsi è importante. Per certi versi aiuta a guarire. Fa capire a se stessi quanto è accaduto. Rappresenta un modo per trovare spiegazioni alla propria condizione di afasia".

AII'ospedale S. Maria della Misericordia di Udine davanti a un'attenta coinvolta e a tratti commossa platea Federica, Cristina, Sandro, Walter e Mariateresa hanno impugnato iI microfono e dato voce alla propria storia, ai propri ricordi di un'esperienza piombata addosso all'improvviso, in una tranquilla, normalissima giornata della propria esistenza.

Venerdì 6 dicembre 2002 è stata la penultima tappa di un lungo lavoro, portato avanti nei mesi precedenti, di ricordo, riordino, racconto e in qualche caso scrittura della propria vicenda da parte delle persone afasiche dell'Associazione. "II traguardo è la raccolta e pubblicazione di tutte Ie esperienze narrate dai protagonisti"'.

 

L'Associazione italiana afasici della regione Friuli Venezia Giulia si fa promotrice della pubblicazione di queste storie

 

Perche questa pubblicazione?


· Per far comprendere cosa significa diventare afasici

· Per essere, quindi, capiti

· Per trovare nuovi amici che sappiano ascoltarci e dialogare con noi, nel modo più efficace possibile

 

La raccolta di questi racconti dimostra alle persone afasiche che, nonostante I'afasia, possono ancora dire. Per farlo hanno bisogno di più tempo. E c'è bisogno di amici che sappiano pazientemente ascoltare, e che trascrivano correttamente iI loro pensiero; chi è più fortunato riesce a scriversi da solo. Fermare sulla carta ciò che si è vissuto e importante. In questa modo diventa più facile ricordare, si può avere il piacere di rileggersi o di ascoltare da altri la lettura della propria storia. Ed è un po' come riprendere i ritmi veloci di un tempo.

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